Negli ultimi mesi una indiscrezione sta facendo rumore nel mondo della MTB e del cicloturismo: le Valli del Torre, una delle zone più selvagge e meno addomesticate del Friuli, potrebbe annunciare il nuovo Wild Trails Project 2026, un piano che punta a trasformare l’area in un santuario dell’avventura su due ruote.

Parliamo di un territorio caratterizzato da boschi fitti, creste rocciose, vecchie mulattiere militari, borghi dimenticati e una rete di sentieri che sembra uscita da un romanzo di esplorazione. E ora, finalmente, qualcuno ha deciso di valorizzarli senza snaturarli.

Cosa prevede il Wild Trails Project

  • 70 km di sentieri MTB riaperti e messi in sicurezza, con focus su percorsi all‑mountain e enduro naturale.
  • 40 km di sterrati gravel e cicloturistici recuperati da vecchie vie di collegamento tra i borghi.
  • Segnaletica “low impact” in legno e pietra, pensata per integrarsi nel paesaggio.
  • Punti acqua e micro‑aree bivacco per chi viaggia in modalità bikepacking.
  • Un nuovo evento adventure previsto per settembre 2026: Torre Wild Loop, 65 km di pura wilderness.

Il progettosta attirando l’attenzione di guide, biker e appassionati di avventura. Non è un bike park, non è un prodotto turistico confezionato: è territorio vero, finalmente valorizzato.

Gli itinerari selvaggi e autentici delle Valli del Torre

Le Valli del Torre non sono un territorio che si concede facilmente. Chi ci pedala lo sa: qui il gravel non è moda, non è comfort, non è “easy ride”. È territorio vero, fatto di sterrati ruvidi, vecchie vie militari, borghi dimenticati e valloni che sembrano scolpiti per chi ama l’avventura.

Il Wild Trails Project riporta alla luce una rete di itinerari che raccontano la storia di questa valle. Non sono percorsi addomesticati: sono strade che hanno resistito al tempo, e che ora tornano a disposizione di chi vuole esplorare.

1. Anello di Prossenicco – Monte Plagna

Distanza: 28 km Dislivello: 850 m Difficoltà: media Terreno: sterrato compatto, mulattiere, tratti rocciosi

Un itinerario che incarna lo spirito delle Valli del Torre. La salita verso il Monte Plagna è una vecchia strada militare che alterna tratti scorrevoli a sezioni più tecniche. Il fondo cambia spesso, costringendo a guidare con attenzione e a scegliere bene le linee.

Dalla cresta, la vista è una delle più iconiche della zona: valloni profondi, boschi fitti, silenzi che sembrano infiniti.

Sterrati del Rio Zimor – Sentiero dei Borghi Abbandonati

Distanza: 34 km Dislivello: 600 m Difficoltà: facile-moderata Terreno: sterrato, ghiaia, tratti di prato

Un itinerario più scorrevole, perfetto per chi vuole esplorare senza affrontare salite troppo dure. Si pedala lungo il Rio Zimor, tra boschi e radure, fino a raggiungere una serie di borghi semi-abbandonati che raccontano la storia della valle.

Il fondo è generalmente buono, ma non mancano tratti più ruvidi che ricordano che siamo comunque in un territorio selvaggio.

Traversata Taipana – Monte Joanaz

Distanza: 42 km Dislivello: 1.200 m Difficoltà: impegnativa Terreno: sterrato, mulattiere, tratti tecnici

Questo è l’itinerario per chi vuole mettersi alla prova. La salita al Monte Joanaz è lunga, costante, e richiede gambe e testa. Il fondo alterna sterrato compatto a sezioni più tecniche, dove il gravel diventa quasi MTB.

La discesa verso Taipana è una delle più belle della zona: veloce, panoramica, con curve naturali che sembrano disegnate apposta per chi ama guidare la bici.

Gravel Adventure Torre Loop (evento 2026)

Distanza: 65 km Dislivello: 1.500 m Difficoltà: alta Terreno: misto, con tratti wild

Il percorso ufficiale dell’evento Torre Wild Loop è un condensato di tutto ciò che rende le Valli del Torre un territorio unico: salite dure, discese veloci, sterrati selvaggi, panorami che cambiano continuamente.

Non è un percorso per tutti, ma è perfetto per chi vive il gravel come avventura, non come disciplina.

Consigli tecnici per affrontare il gravel nelle Valli del Torre

  • Coperture: 40–45 mm, tassello medio, carcassa robusta
  • Rapporti: 1x con 40/42 davanti e 11–42 o 10–50 dietro
  • Freni: dischi da 160 mm consigliati
  • Idratazione: pochi punti acqua → portare almeno 2 litri
  • Navigazione: GPS obbligatorio
  • Periodo migliore: aprile–giugno e settembre–ottobre

Perché il gravel qui è diverso

Il gravel nelle Valli del Torre non è “facile”, non è “instagrammabile”, non è “alla moda”. È vero. È un gravel che ti costringe a rallentare, a guardare, a rispettare. Un gravel che non si limita a collegare punti sulla mappa, ma che ti fa sentire parte del territorio.

Comments are closed, but trackbacks and pingbacks are open.