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Ready
for Leadville 100
Intervista
a Michele Gallina, l'atleta del Bike Tribe, unico italiano al via nella
temibile gara del Colorado.
Michele
Gallina non è un Iron Man, né tantomeno un extraterrestre.
Michele è un grande appassionato di mountain-bike che ha deciso
di sfidare sé stesso. Fra qualche giorno parte per il Colorado
dove sarà lui a rappresentare il Bike Tribe in quella che è
considerata una delle più dure gare di mountain-bike al mondo.
Lo abbiamo incontrato in questi giorni di preparazione.
Bike Tribe: Ciao Michele, come ti senti
a pochi giorni dalla partenza per gli USA?
M.G.: Inizio ad avvertire un po’ di tensione, ma allo
stesso tempo mi sento anche bello carico. Certo che devo ringraziarvi
per il link con il filmato della Leadville presente sul sito del Bike
Tribe! Mi ha “entusiasmato” in particolare, la scena dei
medici che fanno un’iniezione sottocutanea ad un biker che si
è sentito male a causa dell’altezza!
Bike
Tribe: Si sente parlare spesso della Leadville 100,
ma puoi spiegarci meglio di cosa si tratta?
J.V: Leadville è una cittadina nelle Montagne
Rocciose che si era sviluppata grazie alla presenza di numerose miniere.
Con la chiusura di queste, la città ha iniziato progressivamente
a perdere benessere ed abitanti. Per rilanciare il paese, hanno pensato
bene di sviluppare il turismo, basti pensare che in zona troviamo Vail,
nota stazione sciistica dove si sono svolti anche i Campionati Mondiali,
ed Aspen famosa come la nostra Cortina. Naturalmente Leadville non poteva
competere con queste due località: da qui l'idea di un personaggio
del paese di organizzare una corsa estrema a piedi di 100 miglia, ecco
nata la Leadville 100! Da allora si sono aggiunte altre gare e tra queste
anche quella di mountain-bike.
La gara si svolge tutta sopra i 3000 metri di altitudine: si arriva
fino alla quota massima di quota 4900 metri! In totale si percorrono
160 km e 4500 metri circa di dislivello.
Bike
Tribe: Quando hai avuto l’idea di misurarti
in una gara di questo livello?
M.G.: Il 16 Agosto del 2009, ero a Caorle al compleanno
di mia nipote, e ho letto un articolo su Lance Amstrong che aveva vinto,
con il record della corsa la Leadville 100 in Colorado, battendo un
certo Dave Wiens vincitore di 6 edizioni consecutive. Finito l’articolo
ho detto a Cinzia, mia moglie, “preparati, il prossimo anno si
va in Colorado!”.
Bike
Tribe: Come ti sei preparato per affrontare quella che per
te sarà sicuramente la gara della vita?
M.G.: Più che la gara della vita, è sicuramente
la competizione più difficile della mia pur recente “carriera
ciclistica”. In ogni caso ho cercato, durante gli allenamenti,
compatibilmente con il lavoro, di allungare le distanze percorse e via
via anche le altimetrie affrontate. Sono reduce infatti dalla Dolomiti
Superbike di Villabassa (120 km con 3800 di dislivello), ed il sabato
successivo dalla Salzkammergut in Austria (120 km con 4000 metri di
dislivello).
La preparazione fatta in zona è stata accompagnata dall’uso
di una mascherina che simula le varie altitudini: sicuramente non è
come rimanere 3 settimane sullo Stelvio, ma aiuta il corpo ad adattarsi
alle difficoltà respiratorie.
Bike
Tribe: Ad accompagnarti ci sarà la tua inseparabile
compagna Cinzia: è importante avere a fianco una persona che
ti sprona a misurarti in gare di questo tipo?
M.G.: Sicuramente se avessi una moglie sedentaria e
non sportiva non comprenderebbe perchè uno deve andare al di
là dell’oceano per fare 160 km di fatica. Devo dire in
realtà che non è Lei a dover frenare il sottoscritto,
ma sono io a frenare Cinzia, nonostante i problemi di salute che si
porta dietro.
Durante questo tipo di competizioni, nei momenti di difficoltà
penso a lei che non molla mai nonostante tutto, e questo mi da la forza
di continuare: se lei non molla mai, perchè dovrei farlo io?
Bike Tribe: Cosa porterai con te in Colorado: la gara
si svolge in quota, credi di riuscire ad acclimatarti?
M.G.: Credo proprio che sia impossibile acclimatarsi,
in quanto bisognerebbe anticipare l’arrivo di almeno 3 settimane,
ed io arrivo 3 giorni prima! In ogni caso visto le altezze non mancheranno
i capi invernali e naturalmente la MTB: in tal senso approfitto per
ringraziare Alessandro Battaglin della Full Dynamix che mi ha dato la
bici e Mauro Coccia della De Marchi Sport che ha realizzato le divise
del Bike Tribe per l’occasione.
Bike
Tribe: Conoscendoti siamo certi che avrai curato la preparazione
in ogni minimo dettaglio: l’obiettivo è finire la gara,
ma se qualcosa non dovesse andare come previsto, quale sarebbe la tua
reazione?
M.G.: Penso che mi fermerò a Leadville sino
al prossimo anno per riprovarci! Scherzo naturalmente, voi mi insegnate
che le gare di MTB sono aperte anche ad imprevisti e credo bisognerà
accettarli. Naturalmente darò tutto me stesso per portare a termine
la gara.
Bike Tribe: E’ vero che il racconto della
tua avventura sarà pubblicato su una famosa rivista del settore?
M.G.: Si è vero, non so se essere contento o
meno, vista la responsabilità che ciò comporta, ma Stefano
Garinei di MTB World ha accettato la proposta di pubblicare un mio reportage
sulla competizione, e a tal proposito ha ingaggiato un fotografo a Leadville
che dovrebbe seguirmi.
Bike Tribe: Beh non sarebbe male che tu creassi
un blog e con l’aiuto della tua compagna potresti raccontare on-line
le sensazioni prima e dopo la gara, chiediamo troppo?
M.G.: Se riuscirò a capire come si fa non mancheremo
di dare nostre notizie dal Colorado.
Bike Tribe: Bene Michele, ti lasciamo alla tua fantastica
avventura: torna a casa con un bel risultato e soprattutto con qualche
bella foto del nostro primo atleta a misurarsi in gare di questo livello.
In bocca al lupo e come si dice in US, …Have a nice Ride!
M.G.: Il bel risultato sarà arrivare sino in
fondo senza star male! Grazie per l’augurio e Crepi il Lupo!
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Michele
Gallina con la maglia del Bike Tribe personalizzata per la Leadville
100
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